Presente anche su PhytoJournal

Copertina del giornale PhytoJournal

Che dire, è proprio vero che quando si sogna qualcosa e ci si impegna con tutte le proprie energie per ottenerlo, quel qualcosa arriva davvero.
Sono convinto anche che sia la purezza degli intenti a fare la differenza. Sì, perché nello studio svolto sulla Mucuna pruriens nel morbo di Parkinson sono evidenti due cose fondamentali:

1) E' possibile fare ricerca erboristica indipendente, al contrario di chi dice che le ricerche scientifiche sono pilotate, che è impossibile muoversi autonomamente, ecc ecc.
2) Il divieto di utilizzare questa pianta in ambito erboristico mostra chiaramente come l’intento che ci ha mosso fosse solo ed esclusivamente quello di risolvere un problema medico dando un supporto concreto ulteriore alle persone affette da questa patologia.

Così, dopo la vittoria ed una splendida premiazione, sono finito persino su Phyto Journal, organo ufficiale della FEI (Federazione Erboristi Italiani), rivista che, da quando sono entrato nel mondo dell’erboristeria, ho sempre ritenuto come il top a cui aspirare considerato l’altissimo livello che ha il mondo erboristico qualificato in Italia. Siamo infatti uno dei pochi paesi ad avere un riconoscimento della figura professionale dell’Erborista e un corso di laurea dedicato.
Tutto ciò valorizza anche la nostra antica tradizione erboristica, che si perde in tempi antichi in popolazioni come gli Etruschi e i Celti, oggi spesso dimenticati.

Orgoglioso, posso quindi dire di essere presente nel numero 6, Anno XVII, novembre-dicembre 2016.

Questo è ciò che scrivono riguardo il mio lavoro:

“Interessante ed innovativo lavoro di Tesi finalizzato da una parte al controllo analitico di L-Dopa in integratori alimentari contenenti estratti di semi di Mucuna pruriens L. di diverse provenienze e dall’altra all’effetto svolto dagli integratori in oggetto su pazienti in cura farmacologica per il Morbo di Parkinson. La parte di fitoterapia clinica si è svolta con la collaborazione di personale medico presso il Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna (e Ospedale Bellaria della stessa città). Mucuna pruriens L. è una pianta della tradizione ayurvedica indiana ed al momento in Italia non è ammessa al libero utilizzo, infatti nello studio sono stati analizzati integratori alimentari reperiti sul mercato francese e forniti dagli stessi pazienti, oltre ai semi della pianta provenienti da coltivazioni statunitensi e indiane. Il risultato dello studio svolto è molto interessante in quanto benché la biodisponibilità di L-Dopa da Mucuna pruriens L. nei pazienti trattati sia molto inferiore rispetto alla dose di formulazione, i pazienti traggono e confermano comunque benefici dall’assunzione dell’integratore. Il lavoro mette in luce la padronanza acquisita dal candidato in termini di controllo di qualità attraverso l’utilizzo di specifiche tecniche analitiche, aspetto non trascurabile nella professione del moderno erborista e nello stesso tempo fa intravvedere uno spazio possibile di collaborazione da parte dell’erborista con il personale medico nella prospettiva di una fitoterapia clinica nella quale le diverse competenze si intersecano in modo utile e costruttivo. Ottima la parte introduttiva e quella bibliografica.”.