Morbo di Parkinson e Mucuna pruriens L.

Determinazione quali-quantitativa di L-DOPA in preparati commerciali derivanti da semi di Mucuna pruriens L.

 

Analisi effettuate per lo studio presentato come poster al Congresso LIMPE del Novembre 2014, a Salerno.

Pubblicato poi su Clinical Neuropharmacology con il titolo:

 

Mucuna pruriens in Parkinson's disease: a kinetic-dynamic comparison with levodopa standard formulations

Informazioni sugli Autori:

 

Manuela Contin1-2, PharmD, Giovanna Lopane1, MD, Andrea Passini3, BS, Ferruccio Poli3, ScD, Carmelina Iannello3, PhD, Maria Guarino4, MD.

1IRCCS-ISNB Institute of Neurological Sciences of Bologna; 2Department of Biomedical and Neuromotor Sciences, University of Bologna; 3Department of Pharmacy and Biotechnology, University of Bologna; 4Neurology Unit St.Orsola-Malpighi Hospital, University of Bologna.


La scoperta delle proprietà curative delle erbe officinali accompagna l’essere umano fin dalle sue origini. L’osservazione dei comportamenti degli altri animali e gli usi spesso casuali lo spinsero ad utilizzare le piante per curare i malanni che incontrava lungo il suo cammino. 

 

Negli ultimi decenni la fitoterapia è stata rivalutata notevolmente, soprattutto a livello popolare dove le persone, preoccupate degli effetti collaterali delle terapie farmacologiche o dai loro scarsi risultati e conquistati dalla tendenza generale del ritorno alla “Natura”, preferiscono assumere rimedi erboristici anche se spesso con terapie “fai-da-te”. 

 

Le ricerche scientifiche crescenti, inoltre, hanno confermato e precisato molte proprietà farmacologiche di estratti vegetali. La fitoterapia è entrata quindi nelle terapie scientifiche ufficiali. 

 

Bisogna però ricordare che le piante officinali, oggi, devono essere considerate come potenziali medicinali in quanto le sostanze in esse contenute influiscono sui meccanismi biologici e possono interferire con terapie farmacologiche. Da qui deriva allora l’attenzione, sempre maggiore, che deve essere riservata alle terapie auto-prescritte o consigliate da personale non qualificato.

 

Scopo del mio lavoro è stato quello di approfondire le conoscenze sull’effetto svolto da integratori alimentari contenenti estratti di semi di Mucuna pruriens L. assunti da due pazienti affetti da Morbo di Parkinson, attraverso un’analisi quantitativa di L-Dopa contenuta nell’integratore e in semi provenienti da differenti aree geografiche. 

Mucuna pruriens L., appartenente alla famiglia delle Fabaceae, è un arbusto rampicante annuale con lunghi viticci che cresce fino a 3-18 m di lunghezza, originario delle regioni tropicali dell’Africa e dell’Asia meridionale (India e Sri Lanka), fino alle Americhe. Le foglie sono ovate, verdi-grigiastre nella pagina inferiore, con piccioli lunghi e setosi. Hanno aspetto cuoriforme, con apici appuntiti e allo stadio giovanile sono ricoperte di peli su entrambe le pagine. I fiori, da 6 a 30, sono di colore bianco o viola, appesi in lunghi grappoli che assumono la forma “di pannocchia”, lunga 15-32 cm. La fioritura inizia generalmente 45 giorni dopo la semina. Il frutto, lungo 4-13 cm, è un baccello che contiene semi simili ai fagioli, lunghi circa 12 mm, neri o brunastri con variegature grigie. I peli che ricoprono i baccelli sono colorati di rosso-arancio e possono causare irritazione intensa alla pelle, con comparsa di vesciche. Il loro contenuto di mucunaina e serotonina causa prurito, vesciche e dermatiti. Utilizzata da secoli nella medicina Ayurvedica per la cura di svariati disturbi, ha acquisito notevole interesse in Occidente per il suo contenuto in L-Dopa, precursore della Dopamina utilizzato nel trattamento del Morbo di Parkinson.

 

Mediante HPLC ho determinato la concentrazione di L-Dopa in semi e in preparati commerciali di Mucuna pruriens L. che abbiamo utilizzato per uno studio di farmacodinamica e farmacocinetica svolto dalla Dott.ssa Guarino (Centro Disordini del Movimento – U.O. Neurologia Cirignotta – S.Orsola-Malpighi, Bologna)  e dalla Dott.ssa Contin (Laboratorio di Neurofarmacologia Clinica – Istituto delle Scienze Neurologiche, Bologna) con farmaci tradizionali e con capsule vegetali in due pazienti affetti da Morbo di Parkinson in terapia cronica auto-prescritta (3 anni) con Mucuna pruriens.

Le analisi effettuate presso i laboratori chimici dell’Orto Botanico di Bologna hanno potuto confermare: 

  • la quantità di L-Dopa effettivamente assunta dai pazienti attraverso l’uso dell’integratore commerciale
  • l’effettiva quantità di L-Dopa nei semi di Mucuna pruriens L. provenienti da differenti aree geografiche, riscontrando diversità proprie delle caratteristiche di sviluppo e formazione dei metaboliti secondari nelle piante
  • l’effettiva presenza, come si supponeva in studi precedenti, sia nei semi che nell’integratore commerciale, di sostanze sinergiche con la L-Dopa e, in alcuni casi, con possibile ruolo di assuefazione

E’ risultato fondamentale, in questo studio, la collaborazione tra più figure professionali, ognuno in grado di dare il suo contributo. Ciò che si è manifestata è una visione che caratterizza ormai il mondo attuale: un riavvicinamento totale e incondizionato alla Natura, con modalità che però, troppo spesso, intralciano l’attività medica.

La soluzione ha un solo nome: cooperazione. Non solo tra professionisti, ma anche tra medico e paziente.

Con questo studio abbiamo potuto verificare l’assenza di sostanze nocive nella pianta e nell’estratto commerciale utilizzato e le diversità nelle caratteristiche farmacocinetiche e dinamiche dello stesso prodotto in persone differenti. I pazienti in esame, inoltre, hanno manifestato chiara intenzione di non sospendere l’assunzione della Mucuna pruriens L.  Riferiscono infatti di avvertire benefici a cui non intendono rinunciare, tra cui una migliore gestione dei sintomi motori negli intervalli di tempo tra una dose e un’altra di formulazione standard farmacologica di L-Dopa. 

Possibili effetti collaterali dovuti ad un utilizzo cronico di estratti di Mucuna non influenzano negativamente la decisione dei pazienti, dimostrando uno degli atteggiamenti tipici dei consumatori di prodotti a base di erbe officinali. Gran parte delle persone, infatti, ritiene che i prodotti erboristici siano assolutamente privi di effetti collaterali, complicando ulteriormente la gestione della loro salute da parte del personale medico.

Quindi, Natura sì, ma con coscienza, sensibilità e assenza di abusi.